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EVENTI SPECIALI

MY ITALY


Venerdì 28 Novembre 2014 - ore 21,30

Piazza Santa Chiara - FOGGIA





Presentazione del progetto MY ITALY con la proiezione di uno speciale del film, durata di circa 20 minuti, e l'intervento della produzione e parte del cast.

>Ore 21,30 - Incontro con ANGELO BASSI, BRUNO COLELLA E IL CAST

>Ore 22,00 - Visione speciale di circa 20 minuti di alcuni momenti del film MY ITALY di Bruno Colella
Docu-comedy/video art, con Krzysztof M. Bednarski, Thorsten Kirchhoff, Mark Kostabi, H. H. Lim, e la partecipazione di  Achille Bonito Oliva, Edoardo Bennato, Eugenio Bennato, Toni Esposito, Nino Frassica, Enzo Gragnaniello, Pietra Montecorvino, Silvio Orlando, Rocco Papaleo, Luisa Ranieri, Remo Remotti, Maciej Robakiewicz, Lina Sastri, Sebastiano Somma, Jerzy Stuhr (95’), Mediterranea Production in collaborazione con RAI 5.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

MY ITALY

Regia di Bruno Colella.

 

Direttore della fotografia: Blasco Giurato.
Produttore: Angelo Bassi.
Produzione: Mediterranea Production in collaborazione con RAI 5.

My Italy è un film in quattro episodi della durata di circa venticinque minuti l'uno che utilizza tre linguaggi diversi: la commedia, il documentario e la video-arte per raccontare le "grandi bellezze" del nostro paese, la sua ricchezza gastronomica, il suo patrimonio artistico, attraverso gli occhi di quattro grandi artisti internazionali che hanno deciso di viverci stabilmente: Mark Kostabi (Stati Uniti), Krzysztof M. Bednarski (Polonia), Thorsten Kirchoff (Danimarca), H.H. Lim (Cina).


La colonna sonora di My Italy è curata da Alvin Curram, musicista americano anch'egli ospite da anni del nostro paese, ad eccezione dell'episodio di Mark Kostabi che è curata da Toni Esposito e dallo stesso Mark Kostabi.


I QUATTRO EPISODI:


La donna in nero

L'artista polacco Krzysztof M. Bednarski è noto anche per aver realizzato una scultura (le due mani di bronzo che inquadrano una lapide) sulla tomba del suo amico e grande regista Krzysztof Kieślowski, opera ancora presente nel cimitero Monumentale di Varsavia. Nella nostra storia abbiamo immaginato che l'Artista, al ritorno in Italia da uno dei suoi viaggi in Polonia venga avvicinato da una vedova napoletana che, accompagnata da loschi individui, vorrebbe costringerlo a realizzare lo stesso tipo di opera per suo marito, un boss della malavita morto da pochi giorni nel carcere partenopeo di Poggioreale . Attraverso questa trama scherzosa e paradossale andremo in effetti a raccontare la vita e le opere di questo poliedrico Artista polacco, la sua attività nel nostro Paese, il suo fantastico progetto dedicato a Fellini, commissionatogli dal comune di Rimini, il suo monumento a Chopin allo Schweitzergarten di Vienna, ma anche la sua produzione in Polonia, e quindi un interessante itinerario attraverso le sue opere che ci porterà nella citt{ del cinema di Łódź, a Danzica, nei castelli della Slesia, negli antichi caffé di Cracovia e nei moderni locali di Varsavia.


Briganti

Thorsten Kirchhoff in occasione di una mostra nella Certosa di Padula, avvenuta qualche anno fa, installò un'opera all'interno di una delle celle dell'Edificio. L'opera, tuttora presente nella mostra permanente è costituita da un grande cubo all'interno del quale le pareti ed il soffitto, rivestiti di mattonelle da bagno bianche e nere, ci ricordano un cruciverba da settimana enigmistica, ma anche un bagno pubblico... mentre un altoparlante trasmette costantemente il rumore dell'acqua che scorre. La nostra storia inizia con la telefonata dell'idraulico del paese di Padula nella quale l'uomo avverte Kirchhoff che un'infiltrazione d'acqua dal piano di sopra sta minacciando la sua scultura. L'artista, divertito, spiega al tecnico che il rumore di acqua che sente non è dovuto ad una perdita bensì ad un elemento della sua installazione e cioè la registrazione dell'acqua che scorre... ma l'uomo risponde che si tratta di acqua vera, giunta ormai a dieci centimetri... altro che registrazione! Kirchhoff sale sulla sua moto e parte per il sud con una breve sosta a Napoli per spezzare il viaggio, un viaggio pieno di sorprese e di incontri surreali come quello con il fantasma di Michelina De Cesare, brigantessa morta uccisa durante una vicenda che ci racconta in musica Eugenio Bennato e il suo gruppo Taranta Power


Gli occhi di Sofia

Mark,dopo aver appreso da un telegiornale la notizia dell'incendio del museo della "Citta della Scienza" di Napoli, esce di casa attraversando le strade di una Roma stranamente deserta. Mark cammina forse per esorcizzare quella brutta notizia passando accanto alle migliori bellezze romane, ai monumenti che invece per fortuna sono sempre lì silenziosi e immortali, guarda la facciata di palazzo Madama, dove abitava il Caravaggio, percorre via Veneto, immagina la dolce vita e gli appaiono il grande Barillari, il re dei Paparazzi, con la sua vecchia macchina fotografica dal flash gigantesco, i nights club, i locali, i ristoranti, i bar che trova tutti stranamente deserti. L'atmosfera è surreale, e nell'ultimo caffé incontra il suo amico Enzo Cucchi, il più grande ed importante artista italiano, che sta bevendo da solo e che gli ricorda sorridendo che quella sera proprio a casa Kostabi era in corso una delle grandi feste bizzarre e famose che Mark usa dare periodicamente. Ma lui l'aveva completamente dimenticato: forse la città è vuota perché sono tutti a casa sua? Mark, tornato a casa, attraversa la folla dei suoi ospiti, saluta, abbraccia tutti poi raggiunge la stanza da letto dove incontra una strana ragazza con cui intreccia una surreale conversazione che dura tutta la notte... Il mattino dopo, nel grande appartamento ancora segnato dalla festa, Mark si veste, stacca dalla parete un suo quadro, che ritrae il volto di Sophia Loren e che aveva dedicato qualche anno fa all'attrice, e parte con il suo autista per Napoli dove, nello scenario magico dei Campi Flegrei, va a collocare il dipinto sulle macerie della "Citt{ della Scienza", appena incendiata da ignoti. Dal dipinto, gli occhi di Sophia guardano quel triste inaccettabile disastro.


Tesori Nascosti

H.H.Lim esce dal suo studio di Roma con una sua opera sotto il braccio. L'artista si ferma a un'edicola, compra il giornale, che sfoglia per qualche istante seduto al tavolino di un bar, vede arrivare l'autobus che va in centro, si alza e ci si infila dentro. Lim si è appena seduto ad uno dei tavolini dello storico Caffé Greco di via Condotti, quando la sua attenzione viene attirata dalla presenza di una giovane donna misteriosa e affascinante, che sta finendo di consumare un caffé al tavolino di fronte. La ragazza ora paga il conto, si alza ed esce dal locale. Dopo un attimo si alza anche Lim e comincia a seguirla, dimenticando su una sedia la sua opera incartata. La ragazza attraversa via Condotti, cammina spedita, imbocca piazza di Spagna e poi sale le scale di Trinità dei Monti, sempre seguita un po' a fatica dall'Artista. La donna continua a camminare decisa per le strade del centro, senza accorgersi del pedinamento. Ora lei e l'Artista si trovano a bordo di un affollato autobus di linea che passa per i Fori Imperiali, il Colosseo, S. Giovanni e poi si allontana lentamente verso la periferia, attraversando la Casilina, per finire poi la sua corsa in uno stazionamento alle porte della citt{, quasi in aperta campagna. Durante il tragitto a poco a poco l'autobus si è svuotato quasi di tutti i suoi passeggeri: sono rimasti solo Lim e la ragazza. La giovane donna è la prima a scendere dal bus, continua il suo cammino senza mai voltarsi, con passo deciso e svelto, sulla strada sterrata, poi prende un sentiero che la porta verso scheletri di palazzi in costruzione i cui lavori sembrano fermi da tempo. Lim la segue ad una certa distanza, asciugandosi il sudore dalla fronte, con le scarpe nella polvere e nei ciottoli, fino a quando lei raggiunge l'unico edificio abitato e molto isolato. La ragazza imbuca il portone e vi sparisce dentro. Lim rallenta il passo, resta un po' fermo ad osservare la scena, si gira e torna su i suoi passi. Lim è seduto al tavolino del Caffè Greco, prende il suo quadro, lo scarta, nel soggetto riconosciamo il palazzo di periferia vicino allo stazionamento autobus con la ragazza misteriosa che ora dà un ultimo sorso al suo caffè, poi si alza, sorride ed esce dal caffè Greco di Roma.