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Sergio Rubini, una gioia di festival

Sergio Rubini possiede un carisma unico. Nel luogo in cui si svolge l'intervista per Viveur, in cui l'attore e regista pugliese si dichiara felice per la sua partecipazione alla prima edizione del Foggia Film Festival, ogni sguardo viene calamitato dai suoi movimenti, dal suo modo di guardare verso l'alto quando cerca di assaporare più completamente un ricordo, dalla semplicità dei suoi gesti, leggeri. Quello di Rubini è stato un viaggio dalla Puglia verso una passione, quella per il cinema. Ma le radici ci seguono, anche quando ci allontaniamo, e il loro richiamo si fa spesso ineludibile. Lo dimostrano molti dei film girati da regista, che della regione catturano la luce e la bellezza selvaggia, e la disponibilità sincera con cui accetta di partecipare a tutti i progetti che nascono in questa terra.

Rubini, lei è fuggito da questa terra per amore del cinema, ma poi le esperienze professionali l'hanno portata a tornare, molto spesso.
Quando sono andato via dal sud era il 1978. All´epoca dovevi andar via, se volevi fare il mio mestiere. Quel viaggio che ho fatto io, a 18 anni, è un viaggio indispensabile per un artista: è un viaggio cognitivo, iniziatico, che ti mette alla prova e ti permette di confrontarti con gli altri.

In questi giorni parteciperà alla prima edizione del Foggia Film Festival.
Sono molto legato a Foggia. Ci sono venuto anni fa per girare un film, "A... A... A... Achille!" di Giovanni Albanese. Ho vissuto la città per un paio di mesi e me ne sono innamorato: passeggiavo per il centro storico, incontravo questi giovani così attenti, una movida entusiasmante. Poi, ci sono tornato con Pino Bruno per tenere delle lezioni alla Scuola Sperimentale di Cinematografia, e ho visto la realtà di questa scuola e la volontà di questi ragazzi, restandone colpito positivamente. Per quanto riguarda il Foggia Film Festival, devo dire che quando in provincia si organizzano eventi che hanno a che fare col cinema è sempre una festa e non si può che esserne felici. A Foggia torno sempre con molto piacere, figuriamoci se non lo farei per i miei amici. Credo che questa manifestazione darà molto a Foggia e ai ragazzi.

Verrà proiettato un suo film del 2000, "Tutto l'amore che c'è". In quella occasione, dirigeva degli esordienti che poi hanno fatto molta strada: accanto a Margherita Buy e Gerard Depardieu si muovevano, tra gli altri, Michele Venitucci e Vittoria Puccini.
Quando mi hanno detto che sarebbe stato proiettato questo film sono stato felice. Ho suggerito questa pellicola perchè credo che da questo film si possa trarre l'idea che anche con dei ragazzi sconosciuti, e alle prime armi, si può realizzare un prodotto professionale, fatto bene, ineccepibile. L'esperienza di questo film può insegnare agli allievi della Scuola Sperimentale di Cinema, e a tutti i ragazzi in generale, che quando ci sono il talento e la voglia di fare le strade della vita diventano meno impervie di quanto si possa immaginare.

Di Tony Di Corcia
www.viveur.it