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«Basta tette e culi, ora nuovi registi» Valentina Cervi inaugura il Film festival

06 aprile 2011 | Corrieredelmezzogiorno.corriere.it

La madrina ha sfilato con eleganza sul red carpet
«I giovani che abbiano idee e lavori differenti»

FOGGIA - Valentina Cervi, attrice giovane ma già esperta, nipote del grande Gino Cervi, il grande interprete del sindaco comunista di «Don Camillo e Peppone» o de «Il commissario Maigret», per intenderci, ha inaugurato la prima edizione del Foggia Film Festival, kermesse tra i cui principali obiettivi rientra la valorizzazione del documentario italiano.La madrina della rassegna, insieme a Pino Bruno, art director del Foggia Film Festival, sfila con eleganza sul red carpet e regala al pubblico autografi e sguardi ammalianti prima di concedersi alle interviste dei giornalisti. Questo infine l'auspicio che formula per la neonata passerella di Capitanata: «Spero che, con il passare delle edizioni, il Foggia Film Festival possa accogliere un sempre maggior numero di pubblico, perché la passione che ho percepito nell'organizzazione lo merita e fa sperare bene per il futuro». Auspicio più che motivato, dal momento che, complice la pioggia, la prima serata del galà cinematografico dauno non è stata onorata, come invece ci si aspettava, da un gran numero di visitatori. Poco male, perché la conversazione con Velentina Cervi, per qualità dei contenuti, ha premiato i presenti. Piuttosto forte la riflessione dell'interprete, tra gli altri film, di «Miracolo a Sant'anna» di Spike Lee, sullo stato attuale del cinema italiano: «A giudicare dagli incassi ai botteghini, sembrerebbe che la produzione cinematografica nazionale sia in gran forma. Ma si tratta per lo più di commedie commerciali dove basta strappare qualche risata condita da tette e culi. I giovani registi che abbiano idee e lavori differenti da proporre, in questo sistema, restano al palo».

Subito dopo l'attrice è stata omaggiata con la proiezione del film «Fine pena mai» di Lorenzo Conte e Davide Barletti, dove la Cervi è Daniela, moglie di Tonio Perrone, affiliato alla Sacra Corona Unita. Ma il tacco d'Italia, per l'interprete capitolina, non è solo mafia: «Ho girato quattro film in Puglia. Negli ultimi anni ci torno sempre più spesso. Trovo che la gente sia di un'umanità fuori del comune. I paesaggi, poi, sono meravigliosi». La seconda serata della rassegna si aprirà oggi alle 18 nella sala 3 della città del cinema con la proiezione di 6 dei 12 documentari italiani in concorso.

Fabrizio Sereno