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Medaglia e la sacra spina di Policastro trionfano al «Foggia Film Festival»

Vince il docu-film ambientato nel sedicesimo secolo Amor taciuto di Giulio Mastromauro tra le novità.

Rubini viene premiato

FOGGIA — La sezione privilegiata della prima edizione del Foggia Film Festival, tratto distintivo della rassegna cinematografica, ovvero il «Documentario italiano», è stata vinta da Dionisio Sacco e la sacra spina di Policastro, diretto da Massimo Medaglia e prodotto dalla Curia Vescovile di Crotone.

Nella cerimonia di premiazione, la vita di padre Sacco e il travagliato viaggio della sacra reliquia di Gesù dalla corte di Francia al piccolo centro calabrese, racchiusi nel docu-film ambientato nel sedicesimo secolo, sono stati premiati dalla giuria, presieduta dal maestro della fotografia, Sergio d’Offizi, per una «narrazione dal piglio asciutto, impreziosita da una eccellente fotografia». Per la sezione «Italian Short Films» ha trionfato Io sono qui, la vicenda di un giovane sardo arruolatosi in Kosovo, di Mario Piredda (Elefant Film), «una rappresentazione semplice e diretta - questa la motivazione del premio - che, con un realismo poetico, apre una finestra sulla condizione dei giovani italiani».

Giudicato idea originale e acuta riflessione sul libero arbitrio, e per questo premiato come miglior pellicola tra gli «Short Films born in Puglia», Amor taciuto di Giulio Mastromauro (Zen Movie), una fiaba d’amore che, come ha sottolineato lo stesso autore, è «un omaggio ai sogni e alle speranze dei giovani pugliesi». Nel corso della serata, movimentata da Pio e Amedeo, noto duo comico foggiano, sono stati premiati, fuori concorso, L’italiano di Hollywood, documentario del giornalista Rai Tonino Pinto dedicato a Dino De Laurentiis, e il corto a sfondo sociale, L’anniversario, dell’inviato di Striscia Mingo De Pasquale. 

Fabrizio Sereno
18 aprile 2011 © RIPRODUZIONE RISERVATA