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A Pippo Mezzapesa Premio FFF Miglior opera 1^ 2012

"Per aver raccontato le solitudini del giovane sud prigioniero di una tradizione dai valori sbiaditi e di un futuro senza punti di riferimento".
Con questa motivazione, ieri sera, nella sala 3 della Città del Cinema, il Foggia Film Festival ha assegnato a Pippo Mezzapesa e al suo "Il Paese delle spose infelici" il premio per la "Migliore opera prima del panorama cinematografico italiano".
Prima della premiazione il giovane regista bitontino è stato protagonista di un'intervista-conversazione a cura del giornalista Tony Di Corcia.
"Le mie storie nascono in Puglia – ha raccontato Mezzapesa - perché io sono pugliese e sin dai miei primi lavori ho cercato di raccontare i personaggi e le suggestioni che incontro quotidianamente. Trascorro tuttora lunghi periodi in Puglia, una regione che è indispensabile per il mio processo creativo. I personaggi dei miei lavori, da cui parto per i soggetti dei film, in qualche modo, presentano sempre i tratti delle ambientazioni in cui si muovono".
"Ho iniziato a praticare il cinema da adolescente – ha ricordato il regista a proposito dei suoi trascorsi cinematografici - quando scrivevo sceneggiature che facevo realizzare ad amici più grandi che frequentavano il Dams. Pian piano, anche grazie a loro ho appreso i tecnicismi della regia e del montaggio. Successivamente si è creato un gruppo di lavoro con un comune sentire. Il mio primo lavoro fu "Il lido azzurro", realizzato con 500 mila lire. Poi, fu la volta di 'Zinanà', che, aggiudicandosi il David di Donatello nel 2003, ha ufficialmente dato il via alla mia carriera artistica".
Quanto al premio "Michelangelo Antonioni" assegnatogli alla prima edizione del Bfest di Bari per il cortometraggio "L'altra metà", il regista ha dichiarato: "Ricevere un riconoscimento dal nome così altisonante, per di più sul palco del teatro Petruzzelli, è stata un'emozione impagabile. Al Petruzzelli, prima di allora, ero stato una sola volta da piccolino con mia madre. A 'L'altra metà' sono particolarmente affezionato. Mi fu 'commissionato' da Paolo Sorrentino, un regista che io stimo moltissimo, nell'ambito di un progetto di Banca Intesa".
Infine, a proposito de "Il paese delle spose infelici" (che è andato in proiezione al Foggia Film Festival subito dopo la premiazione), Mezzapesa ha spiegato: "E' una storia di adolescenti molto diversi tra loro, che tentano di raggiungere l'armonia ricercandosi continuamente. Il tema calcistico presente nel film (e che tra l'altro si ritrova anche in un altro mio cortometraggio, e cioè 'Come a Cassano') oltre a ricalcare la mia passione per il calcio è funzionale al soggetto. Solo in un campo di pallone di periferia, infatti, a mio parere, si possono abbattere le convenzioni sociali che apparentemente dividono i protagonisti de 'Il paese delle spose infelici'".


Fabrizio Sereno - Ufficio stampa FFF