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Ecco i vincitori del Foggia film festival

FOGGIA - Sono tre i vincitori della seconda edizione del Foggia film festival, manifestazione organizzata dal 17 al 22 aprile nel capoluogo dauno. Domenica sono stati consegnati i riconoscimenti (tre premi più tre menzioni) nella Città del cinema di via Miranda, che ha ospitato le proiezioni e gli incontri con gli attori e registi ospiti.

I PREMI - A In fondo a destra di Valerio Groppa è andato il premio della sezione Italian Short Movies «per aver raccontato, senza patetismo, l’ingegnosa ed emozionante soluzione alla solitudine di un tenero pensionato, regalando al pubblico attimi di riflessiva comicità». La sezione Italian Documentary è stata vinta da Guinea Bissau: a 1 ora da qui di Roberto Moretto, Edgardo Tufo e Fulvio Di Giuseppe per il racconto fresco ed innovativo di un’altra Africa possibile, descrivendo il doppio volto di un mondo contraddittorio ad un’ora di distanza dal nostro. Una menzione speciale per la sezione Italian Documentary è stata assegnata a Monaco-Italia. Storie di arrivi in Germania, di Alessandro Melazzini «per aver raccontato attraverso molteplici punti di vista la scelta di abbandonare il proprio paese alla ricerca di un futuro migliore: con la speranza che sempre meno italiani siano costretti a fuggire all’estero. A Il cacciatore di anatre di Egidio Veronesi è andato il premio Italian Movies; in questa sezione menzione speciale a Da che parte stai di Mario Bucci, Pierluigi Ferrandini e Francesco Lopez. Infine menzione speciale per la sezione Italian Documentary a Io sono il teatro - Arnoldo Foà raccontato da Foà di Cosimo Damiano Damato.

PLACIDO - Il protagonista dell'ultima giornata è stato Sergio Rubini. Sabato invece si è tenuto l'incontro con Michele Placido. L'attore e regista, originario di Ascoli Satriano, è stato intervistato dal giornalista Tony di Corcia dopo la proiezione del suo film Un eroe borghese. Nel corso della conversazione il regista ha anche parlato dei nuovi film italiani di impegno civile:«Eroi borghesi, non ce ne sono più. Gli ultimi sono stati probabilmente Falcone e Borsellino. Attualmente c'è un nuovo filone cinematografico di denuncia degli intrighi dello Stato, penso agli attualissimi Diaz e Romanzo di una strage: due film ben fatti dal punto di vista tecnico, ma che purtroppo, a mio parere, mancano di una risposta critica agli accaduti narrati». Dopo la conversazione è andato in scena con uno spettacolo.

Redazione online