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Gli occhi di Lucio aprono il secondo Foggia Film Festival

Foggia&Foggia n. 483 del 20 aprile 2012. 

Gli eventi dei primi tre giorni del festival 























di Adelmo Monachese

'Penso sia un dovere e un grande piacere partire dal ricordo di una personaggio di primo piano che ha deciso di legare la sua vita personale e artistica al nostro territorio come Lucio Dalla'.
Queste le parole del direttore artistico Pino Bruno che, martedí 17 presso la Città del Cinema, nell´incontro di apertura della seconda edizione del Foggia Film Festival, ha voluto ricordare la figura di un artista che ha abbracciato in modo originale tutte le arti arrivando fino alla settima, sia in veste di compositore di colonne sonore che di attore.

Raccontare Lucio Dalla é piacevole, per quanto il ricordo sia ancora ammantato di tristezza, ma quanto mai complicato perchè le sue mille sfaccettature fanno spesso perdere i testimoni nel filo dei ricordi. Gli ospiti dell´incontro erano tutti legati al cantautore bolognese per diversi motivi (in foto, da sinistra): il sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi, il direttore dell´Accademia di Belle Arti di Foggia Pietro Di Terlizzi, e il regista e collaboratore di Dalla Cosimo Damiano Damato che, con la moderazione del giornalista Fabrizio Sereno e del direttore artistico della manifestazioen Pino Bruno, hanno messo in comune con il pubblico le loro esperienze personali e professionali legate ad un artista che anche come attore si fece apprezzare tanto da arrivare ad un passo dalla premiazione come migliore attore alla trentaduesima Mostra del cinema di Venezia per la recitazione ne 'I Sovversivi' dei fratelli Taviani. Non a caso al termine dell´incontro é stato proiettato un altro film, 'Quijote', opera prima dell´artista Mimmo Palladino che ha voluto proprio Dalla per l´interpretazione del ruolo di Sancho Panza, in un c a s t che annovera anche la partecipazione di Peppe Servillo e Alessandro Bergonzoni.

Damato, dopo aver ricordato il modo 'favolistico' in cui sono partite le premesse per la collaborazione alla realizzazione dello spettacolo realizzato assieme a Dalla 'Il bene mio' (un incontro casuale preceduto dall´inconfondibile voce in lontananza di Dalla che cantava in un albergo di Andria dove entrambi si trovavano per portare in tour i rispettivi spettacoli), ha letto due brani del libro 'Gli occhi di Lucio', il libro realizzato da Marco Alemanno che raccoglie scritti e immagini di Lucio Dalla, in un susseguirsi di espressioni artistiche che hanno caratterizzato tutta la sua vita.

La mattina del 18, invece, ha visto protagonista Uccio De Santis, premiato dal Festival per il suo film d´esordio 'Non me lo dire' come 'Miglior opera prima della commedia italiana'. L´attore regista durante i ringraziamenti nell´incontro svoltosi al Wasabi café, ha fatto un bilancio dei riscontri ricevuti grazie al film e anticipato che é già concentrato per la preparazione di un secondo lungometraggio.

Un altro appuntamento di notevole interesse é stato quello che ha inaugurato, nel pomeriggio della stessa giornata, la nuova sezione del Festival 'Library' in cui vengono ospitati autori di libri che vedono il cinema come oggetto di studio. Il primo appuntamento ha visto la partecipazione di Francesca Romana Massaro con il suo lavoro 'Il cinema come nessuno ve l´ha mai raccontato. Storie di grandi film. Di grandi personaggi. Di grandi censure' (Casa Editrice Emmebi Edizioni). Nell´accogliente e suggestiva cornice del Consorzio START Capitanata in Piazza Federico II (a testimonianza della volontà degli organizzatori della rassegna di portare gli eventi culturali nei vari punti della città oltre che nelle sale cinematografiche), l´autrice, tramite la conversazione introdotta da Fabrizio Sereno e animata da Roberto Parisi ha svelato un aspetto inedito che si cela 'dietro la macchina da presa', raccontando le innumerevoli vicende legali vissute da registi, attori e produttori che hanno dovuto fare i conti con la censura facendo notare come la valenza del lavoro raccolto in questo libro é, oltre a quella artistica per i temi e i protagonisti di cui si parla, mirabile anche dal punto di vista della descrizione legale e della descrizione dell´aspetto pragmatico che la realizzazione di un opera cinematografica richiede. La storia delle censure e delle cause legate al cinema danno la possibilità di narrare, tramite l´andamento dei processi e la lettura delle sentenze, anche l´andamento della società e della sua evoluzione culturale.

Il libro, nato da una promessa di lavoro a quattro mani tra l´autrice ed il padre Gianni Massaro, (avvocato esperto del settore audiovisivo e del diritto d´autore, ha ricoperto numerose cariche nell´ambito del settore cinematografico e la presidenza dell´Anica nel 1997, deceduto nel 2010) che aveva in mente un lavoro del genere dedicato alle sole opere di Pasolini ma poi, per scelta della figlia, ampliato a tutta una serie di film che, grazie al loro valore artistico e alla capacità di anticipare i tempi, fecero molto discutere all´epoca delle loro uscite. Ospite dell´incontro anche Ferruccio c a s tronuovo, collaboratore storico di Federico Fellini.