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Fuori le domande.. risponde la gamba

Foggia&Foggia n. 436 del 15 aprile 2011

Rubini e quella faccia che impressiona. Niente paura, peró. 'Non sono stato uno di quelli che é scappato. Scrivevo alla mia mamma pieno di nostalgia'

Rubini e quella faccia che impressiona. Niente paura, però. “Non sono stato uno di quelli che è scappato. Scrivevo alla mia mamma pieno di nostalgia”  


di Dora De Carlo

Sergio Rubini ci fa impressione. Che nessuno si scandalizzi, peró. Non é terrore, non paura, nè ribrezzo alcuno. Anzi. Solo impressione in tutta la sua forza originaria. Sergio Rubini (in foto) é uno di quelli che ti ricordi, perchè c´ha una faccia che parla da sola, e che da sola é in grado di lasciare un segno, un´impronta su chi lo guarda.

Per noi, che non siamo mai stati fisionomisti, questo é un complimento in assoluto, ed é proprio con questa considerazione che avremmo voluto aprire un´intervista mai avvenuta. Già, perchè avete presente il 'Fatti una domanda, datti una risposta', con cui Gigi Marzullo amava chiudere le sue interviste notturne? Bene, il geniale motto del giornalista ci é tornato spesso in mente durante la serata di sabato, quando, in una estemporanea caccia al ladro, ci siamo trovati ad inseguire un Sergio Rubini per una sera in vena di interpretare il personaggio del ladro-attore che scappa dai poliziotti-giornalisti che chiedono, mestamente, di intervistarlo. Incomprensioni? Fraintendimenti? Cosí é, se vi pare.

A noi, peró, che non siamo rancorosi, Sergio Rubini continua a piacere lo stesso, se non altro per quella faccia che non ti dimentichi, in grado di passare con disinvoltura da un personaggio comico ad uno serio, e addirittura dall´altra parte della macchina da presa, quando quella faccia ti sembra di non vederla piú ma in realtà é in ogni fotogramma, perchè é lo sguardo che ti accompagna, che sceglie al posto tuo.

Sergio Rubini piace ai foggiani, che lo hanno applaudito alla Città del cinema prima e dopo la proiezione di 'Tutto l´amore che c´é´, il film che l´attore-regista pugliese ha girato nel 2000 e che é un po´ il racconto della sua adolescenza di provincia, a Grumo Appula, quella provincia da cui Rubini non ha mai preso le distanze.

'Non sono stato uno di quelli che quando é adolescente non vede l´ora di scappare,' ha detto conversando con Tony di Corcia dopo la visione della pellicola 'anzi, io ero terrorizzato dall´idea di andarmene. Non sono partito volentieri perchè io stavo bene al mio paese: avevo una bella famiglia, degli amici, le ragazze, adoravo la mia terra'. Poi, peró, il sogno comincia ad essere piú grande.

'Sono stato costretto ad andare via perchè a Grumo non c´era la possibilità di fare quello che volevo. Ricordo ancora i telegrammi che mandavo a mia madre. Le dicevo 'mi manchi, mi manca la mia terra´. Cosí é sempre stato'.

E´ tenero quando parla, e senti che é vero, se non altro perchè vedi quella gamba destra che non smette di agitarsi spaventata. Avremmo voluto chiedergli se é vero che gli attori sono tutti marchiati da un´insicurezza cronica, da una paradossale timidezza.

Quella gamba c´ha risposto.