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Storie della Puglia raccontate da qui. Il regista che non voleva andarsene

Foggia&Foggia N. 436 del 15 aprile 2011

Domenica il regista Nico Cirasola è stato l´ospite di punta della rassegna. ‘Due festival? Meglio di uno se servono a lanciare e a dare a tutte le opere presentate la stessa dignità
Domenica il regista Nico Cirasola é stato l´ospite di punta della rassegna. 'Due festival? Meglio di uno se servono a lanciare e a dare a tutte le opere presentate la stessa dignità

di Carla De Girolamo

Tra gli ospiti di punta di questa prima edizione del Foggia Film Festivàl (con l´accento sulla 'a´ secondo la pronuncia degli organizzatori) c´era anche Nico Cirasola (in foto) regista, sceneggiatore, produttore e, spesso, attore, originario di Gravina di Puglia che dal 1973 si dedica al cinema con passione e con una determinazione invidiabile che gli é valsa molte soddisfazioni nonostante la scelta, difficile, di restare in Puglia a realizzare i suoi sogni.

Oggi raccoglie i frutti di una decisione allora incomprensibile?

'Effettivamente é stata dura. L´idea di fare cinema nel nostro territorio allora sembrava improponibile e trasformava me agli occhi degli altri in un illuso che non sapeva tenere i piedi per terra. Allora, quando il cinema arrivava in Puglia, sembrava che i marziani fossero sbarcati sulla terra mentre il nostro territoro diventava di volta in volta l´Africa o tutte le terre lontane che il cinema non era in grado o non voleva raggiungere. Ed io mi chiedevo perchè la Puglia andasse bene come 'controfigura´ e non come protagonista'.

Le cose per fortuna sono cambiate molto e le produzioni scelgono sempre piú spesso le multiformi location (cioé le ambientazioni) della nostra terra. Merito dell´Apulia Film Commission?

'Anche. Il suo merito é quello di rafforzare il vissuto di ognuno di noi ed, attraverso una buona macchina organizzativa che convoglia le sinergie, dare dignità e fierezza al nostro cinema. Ma la strada era già stata aperta da registi coraggiosi come la Wertmuller, ad esempio, con il film proiettato proprio in questo festival I Basilischi, ambientato in Basilicata nel 1963'.

Che dice dei festival? Iniziative come queste aiutano la promozione del nostro territorio ed il cinema? Non pensa che due in una città come Foggia siano un po´ troppi?

'No. Credo piuttosto che ogni festival sia il frutto di cuore e passione. L´ importante é che non sia dispersione di forze ma impegno di energie ed un´occasione per dare la stessa importanza a tutte le opere. Io stesso sono stato promotore ed organizzatore di festival che all´inizio contavano cinque spettatori in sala e poi, per fortuna, insistendo, sono cresciuti ed hanno raggiunto livelli soddisfacenti. I fratelli Taviani hanno detto che un film é come una cattedrale. Ogni città dovrebbe avere il suo ed il discorso vale anche per i festival'.

Qui ha presentato il suo corto 'Il signor Gi Bí´ che vede protagonista nei panni del disegnatore, pittore e pubblicitario barese Mingo de Pasquale, nei panni di Gino Boccasile, un altro modo per sfruttare le risorse del territorio...

'Il territorio per me é fondamentale, racconto storie di gente del Sud perchè é piú facile comprenderne le radici ma poi rileggo ed interpreto a modo mio la vita vissuta'.

Il suo prossimo progetto, già in cantiere, parla di un altro pugliese: Rodolfo Valentino...

'Del suo ritorno in Puglia dopo il grande successo avuto all´estero, per la precisione, delle invidie, delle gelosie, delle difficoltà. Del progetto esiste già un promo che é un modo per incuriosire e trovare i fondi per realizzarlo. Cercatelo'.