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Pino Bruno e la forza dei privati

Foggia&Foggia n. 435 de 8 aprile 2011

In copertina/ L´impegnativa e ambiziosa scommessa del Foggia Film Festival  
























In copertina/L´impegnativa e ambiziosa scommessa del Foggia Film Festival

di Enrico Ciccarelli

Mentre consegniamo questo numero in tipografia é in pieno svolgimento il Foggia Film Festival, una manifestazione inusuale alle nostre latitudini per importanza e durata, visto che si protrarrà, a parte la 'coda´ del 21 aprile con Michele Placido, fino a venerdí prossimo.

È ovviamente troppo presto per tracciare il bilancio di una rassegna che porta nella nostra città personaggi di primo piano della cinematografia nazionale, da Valentina Cervi (nella foto di Vanni Natola insieme al direttore artistico Pino Bruno) a Lina Wertmuller, da Sergio Rubini a Margherita Buy.

Si possono peró fin d´ora fare due considerazioni: la prima é che, forse per la prima volta a Foggia, si assiste ad una proposta culturale interamente privata, se é vero come é vero che il patrocinio fornito da Provincia, Regione e Ministero é a titolo gratuito. Il rilevante sforzo economico che immaginiamo sia necessario per una rassegna cosí lunga ed ambiziosa riposa per intero sulle spalle degli organizzatori (la Bottega dell´Attore, Mediafarm, Città del Cinema) e di una platea di sponsor (fra i quali il Gruppo Boscaino, proprietario del nostro giornale). È un´indiretta conferma, senza nulla togliere al merito e all´impegno dei protagonisti, che nel territorio é sempre piú diffusa una domanda di cultura e di intrattenimento non superficiale che é presente e percepibile, pur facendo fatica ad aggregarsi e strutturarsi.

La seconda considerazione riguarda il nesso fra questa iniziativa 'festivaliera´ ed una tradizione di impegno nel territorio. Pino Bruno e la Bottega dell´Attore non sono degli improvvisati dell´ultima ora: le Lezioni di Cinema di questa associazione dall´attività ormai ventennale hanno permesso a tante ragazze e ragazzi foggiani di accostarsi al fenomeno filmico, di conversare ed apprendere dalla viva voce di registi e attori come prende corpo e sostanza il progetto cinematografico.

Come abbiamo detto tante volte, questa non é una terra spontaneamente fertile e ubertosa: la terra feconda é spesso sottostante a pietraie e sterpeti; va raggiunta con un faticoso e lungo dissodare, difesa da grandine e siccità, da alluvioni e cavallette. Ma questo non significa che alla fine non si raccolga. Auspichiamo che questo possa anche essere il significato ultimo della nascente parabola del Foggia Film Festival.